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Posts Tagged ‘The Writing and Society Research Group’

Una settimana fa cominciava il Sydney Symposium on Literary Translation.

In attesa che le registrazioni siano disponibili sul sito del Writing and Society Research Group at the University of Western Sydney, vorrei condividere qualche link per integrare la mia estatica reazione a caldo.

Sono apparsi alcuni articoli riguardo l’evento, compreso un dettagliato rapporto di Joel Scott su Three Percent, alcune riflessioni di Eric Abrahamsen su Paper Republic,  e un breve post dell’autrice Susanne Gervay (con tanto di foto nel quale potete vedere il vostro affezionatissimo alle spalle di Olivia E. Sears, quindi, sì, è successo davvero!)

Eric Abrahamsen scrive:

Ammetto di essere stato una figura minore in quel che fondamentalmente era un convegno di figure letterarie e accademica decisamente impressionanti – ero all’incirca quindici anni e due lauree indietro rispetto al convenuto medio.

Non solo mi sono sentito come lui – eravamo due dei relatori più “pragmatici”, e ci siamo concentrati su specifiche questioni di traduzione senza tuffarci nelle dissertazioni accademiche – ma probabilmente io ero fra i venti e i venticinque anni indietro. Chiedete a chiunque, il giovedì sera ero piuttosto nervoso. Dopo le reazioni alla mia presentazione, tuttavia, sentivo di voler passare ogni weekend in compagnia di quelle persone.

In ogni caso, volevo soltanto condividere i link qui sopra. A breve apparirà un post nel quale condenserò l’argomento della mia presentazione, ma al momento sono in preda alla febbre, quindi vi toccherà aspettare ancora un po’!

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It’s been a week, already, since The Sydney Symposium on Literary Translation started.

Waiting for the recordings of the proceedings to appear on the website of the Writing and Society Research Group at the University of Western Sydney, I would like to share some links about the event to complement my ecstatic, immediate reaction.

A few articles about the symposium have appeared, including a very detailed report by Joel Scott for Three Percent, some highlights by Eric Abrahamsen on Paper Republic,  and a short post by author Susanne Gervay (including a picture where you can see your truly behind Olivia E. Sears, so yes, it definitely happened!).

Eric Abrahamsen writes:

I’ll admit I was junior member at what was largely a gathering of really pretty intimidating literary and academic figures—I was approximately fifteen years and two university degrees behind the median.

Obviously, not only I feel the same way – we were two of the most “pragmatic” speakers, talking about specific translation issues without delving into academic matters – but I was probably twenty to twenty-five years behind the median. Ask anyone, on Thursday night I was quite nervous. After the reaction to my paper, though, I simply felt like I wanted to be with those people every weekend.

Anyway, I just wanted to share the links about the symposium for now. I am working on a post which will condense the argument I made in my presentation, but I am feverish at the moment, so that will have to wait.

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San GirolamoNel lanciare questo blog, scrissi

La [mia]speranza è di [parlare di traduzione] tanto con colleghi e addetti ai lavori quanto con lettori e semplici curiosi. Con i colleghi mi piacerebbe conversare, andando al di là delle questioni meramente tecniche ma senza neanche perdersi troppo nelle teorie.

So di essere un bravo traduttore, ma di certo non sono uno studioso, un accademico – quantomeno, non ancora. Di conseguenza, non avrei mai immaginato che un personaggio del calibro di Chris Andrews, un eccellente traduttore, poeta e accademico, potesse leggere questo blog e invitarmi come relatore al Simposio sulla traduzione letteraria organizzato dal Writing and Society Research Group della University of Western Sydney. Eppure è successo, e sono estremamente grato a Chris Andrews, Suzanne Gapps, Ivor Indyk, Gail Jones, Nicholas Jose, Kathleen Olive, e al resto del gruppo per questa fantastica opportunità. Sono inoltre grato a tutti coloro che hanno apprezzato e commentato la mia presentazione, che mi hanno fatto scoprire qualcosa di nuovo o che semplicemente si sono fermate a chiacchierare. Sono stati tre giorni indimenticabili.

Abbiamo cominciato con una cena il 30 settembre (Giornata mondiale della traduzione) per poi tuffarci in una due giorni di discussioni.  Potete trovare una descrizione delle varie presentazioni e alcune note biografiche nel programma. Vi renderete facilmente conto del perché un giovane traduttore come il vostro affezionatissimo fosse tremendamente ispirato. Le registrazioni saranno presto disponibili sul sito del Writing and Society Research Group, e di certo ve lo farò sapere su questo blog. Il materiale risulterà di grande interesse per qualsiasi traduttore, e di certo non è mancata la varietà, la pluralità di punti di vista sulla traduzione letteraria, che  è stata uno degli elementi che hanno reso questo evento così speciale.

Un grazie particolare a Eric AbrahamsenOlivia E. SearsEsther AllenSimon PattonThon-That Quynh-DuSimon West,Meredith McKinneyMarcelo CohenMridula ChakrabortyEvelyn JuersPhillip MusgraveRoyall TylerPatrizia Burley-Lombardi.

Il lavoro del traduttore tende ad essere piuttosto solitario. Ritrovarsi insieme a così tante persone che condividono la mia passione per quest’arte e per tutte le sue ramificazioni è stato davvero speciale. E riuscire a parlare di traduzione senza renderla noiosa, per citare Simon Patton, è stata una gran bella sensazione.

Tuttavia vorrei anche sottolineare che uno dei tanti punti di forza del simposio è stata la fantastica atmosfera che si respirava prima e dopo le sessioni, a colazione, nelle pause, fino a sera inoltrata. In qualche modo, anche quando si cambiava argomento, stavamo comunque parlando di traduzione, o meglio, come ha detto Simon Patton, di tutte quelle cose che intersecano la traduzione. Uno scambio continuo di idee, commenti, ed esperienze. Un’esplorazione mozzafiato di un intero mondo di parole di contrabbando.

Voglio dire, discutere con Esther Allen del finto inglese di Celentano in Prisencolinensinainciusol? Non ha prezzo.

IMMAGINE: St.Jerome – Ink Drawing, by Philip Bitnar

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San GirolamoWhen I gingerly started this blog, I wrote

[My] hope is to be able to [talk about translation] with fellow translators as well as with readers or curious passers-by. With the former, I would like to exchange ideas, going beyond mere technicalities but without losing ourselves in theories, either.

I think I am a good translator, but I am not an academic or a scholar – at the very least, not yet . Therefore, I wouldn’t have hoped that someone like Chris Andrews, an outstanding translator, poet and scholar, could read this blog and invite me to join a panel at The Sydney Symposium on Literary Translation, organised by the Writing and Society Research Group, University of Western Sydney. Still, it happened, and I am extremely grateful to Chris Andrews, Suzanne Gapps, Ivor Indyk, Gail Jones, Nicholas Jose, Kathleen Olive, and the rest of the Group for this wonderful opportunity. I am also grateful to every single one of the people who commented on my paper, offered insight, simply had a chat, and in so many ways made these last two days absolutely unforgettable.

A dinner on International Translation Day preceded two days of panels featuring some incredibly talented people. Those who weren’t there will find brief description of the presentations and biographical notes in the program. You will see why, as a young translator, it was impossible for me not feel extremely inspired. The Writing and Society Research Group at the University of Western Sydney will make the recordings of the proceedings available for download. I will certainly let everyone know on this blog when that happens. Any translator will find the material extremely interesting and diverse. And the plurality of points of view about literary translation was one of the key elements that made this event so special.

Extra thanks to Eric Abrahamsen, Olivia E. Sears, Esther Allen, Simon Patton, Thon-That Quynh-Du, Simon West, Meredith McKinney, Marcelo Cohen, Mridula Chakraborty, Evelyn JuersPhillip Musgrave, Royall Tyler, Patrizia Burley-Lombardi.

Translation can be quite isolating work. Being among so many people who share my love for this art and all its ramifications was really special.  And being able to talk about it without making it boring, quoting Simon Patton, felt very good indeed.

But I would also like to point out that one of the many great things about the symposium was  the fantastic atmosphere before and after the sessions, at breakfast, during  the breaks, into the evening. In some way, even when the topic changed, we were still talking about translation, or rather, as Simon Patton put it, about all those things that intersect translation. A continual exchange of ideas, comments, and experiences. A breathtaking exploration of a world of smuggled words.

Come on, talking with Esther Allen about Adriano Celentano’s mock-English gibberish in Prisencolinensinainciusol? Priceless.

IMAGE: St.Jerome – Ink Drawing, by Philip Bitnar

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