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Posts Tagged ‘Google Translate’

Google Street View CarNegli ultimi quindici anni la tecnologia ha trasformato radicalmente il modo di lavorare dei traduttori. Una volta si passava la maggior parte del tempo a sfogliare glossari e pesantissimi dizionari cartacei, a perdere la vista fra le righe piccole alla ricerca di una frase idiomatica, e soprattutto si visitava regolarmente la biblioteca locale per ricercare i riferimenti più oscuri.

Negli anni ’90 arrivarono i dizionari su CD-rom. Si scriveva una parola, e saltava fuori all’istante. Scrivevi la parola chiave della frase idiomatica che cercavi, e una frazione di secondo dopo eccola lì, bella evidenziata. Oggi ci appare normale, ma all’inizio doveva sembrare una specie di magia. Questi sviluppi, relativamente recenti, hanno davvero dato una spinta alla produttività dei traduttori, riducendone al contempo l’ansia, la depressione e la frustrazione – e non è poco. Ma era soltanto l’inizio. Quando Internet divenne un lusso alla portata di molti, aprì spazi nei quali si potevano scandagliare giganteschi archivi a velocità mai immaginate prima. Le directory di Yahoo! erano enormi e pronte per la ricerca. Si poteva stare meglio di così? Certo che sì. Entrò in scena Google. Avanti veloce, e tredici anni dopo Google è lo strumento che uso di più nel mio lavoro di traduttore.

Se la maggior parte dei miei colleghi confermerà di usare Google più di qualsiasi altro strumento, e se chiunque può facilmente capire il perché, molte meno persone penserebbero che anche Street View è uno strumento prezioso per il nostro lavoro.

Google Street View è semplicemente fantastico. In molti lo usano per mostrare agli amici dove sono stati in vacanza, o la via dove sono cresciuti. Ad altri piace farsi un’idea della zona nella quale pensano di prenotare un albergo o di avventurarsi a tarda sera per un concerto. Chi ha un sacco di tempo libero si perde virtualmente per le strade di città sconosciute. Insomma, è uno strumento prezioso nella vita quotidiana e una manna dal cielo per i curiosi cronici.

Come ho già detto, pochi immaginano che Street View sia uno strumento prezioso per un traduttore. Quando in un testo incappo in un riferimento ad un luogo, vado subito a cercarlo con Google, controllo se esiste, apro la corrispondente pagina di Wikipedia, trovo qualche immagine, magari un sito turistico. I siti turistici e le gallerie fotografiche, tuttavia, si limitano spesso a mostrare la attrazioni principali – senza contare che troverete milioni di immagini di ogni angolo di Parigi, ma per quanto riguarda una cittadina della campagna texana, beh… quella è un’altra storia. Grazie a questo strumento, però, il traduttore può facilmente farsi un’idea molto precisa persino dei luoghi meno conosciuti.

Stewart Beach Park, Galveston, TX

Traducendo Galveston, lo straordinario esordio di Nic Pizzolatto, mi sono letteralmente perso per le strade fatiscenti di quell’isola, “percorrendo” il lungomare per vedere quel che stavano vedendo i personaggi. Ok, i bar e gli alberghi di cui scrive Pizzolatto non c’erano (ce n’erano però tantissimi che corrispondevano alla sua descrizione)  ma in ogni caso sono riuscito a farmi un’idea dell’atmosfera dell’isola di Galveston. Va da sé che si può tranquillamente tradurre senza avere la minima idea di come siano i luoghi descritti, e innumerevoli scrittori hanno ambientato le proprie storie in luoghi esotici pur senza esserci mai stati, e senza averne visto una singola immagine. E probabilmente si tratta di una delle abilità più importanti per un autore, la capacità di immaginare l’aspetto, gli odori, i suoni, le sensazioni di un luogo.

Ciononostante, la possibilità di avere perlomeno un’impressione visiva può fare una grande differenza quando bisogna scegliere fra due quasi-sinonimi, e ci permette di visualizzare gli eventi con molta più accuratezza, aiutandoci quindi a dissipare eventuali dubbi relativi all’ambientazione, e di conseguenza a produrre una traduzione più accurata.

O Toole's Pub, Chicago, IL

Nel suo sorprendente romanzo Ogni cosa è importante! Ron Currie, Jr. nomina numerosissimi bar, ristoranti, negozi. Con mio grande stupore, quella volta mi accorsi che esistevano tutti nel mondo reale. Sia per un traduttore sia per un semplice lettore, poter stare davanti al pub di Chicago nel quale il protagonista si sta ubriacando in compagnia del suo amico amputato e tossicodipendente di certo aggiunge valore all’esperienza e, molto semplicemente, un’esperienza di lettura più intensa permette al traduttore di lavorare meglio.

C’è qualche altro collega che usa Street View nello stesso modo, o per altri scopi connessi al lavoro?

P.S. è interessante notare come Google Street View si sia rivelato per me infinitamente più utile del sorprendente ma pur sempre pessimo Google Translate.

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Google Street View CarIn the last fifteen years technology has radically transformed the way in which translators work. Translators used to spend most of their time browsing through heavy paper dictionaries and glossaries, lose their eyesight in the small lines of a definition to look for an idiomatic phrase, and planned regular trips to the local library to research the most puzzling references.

In the 1990s dictionaries started to be published on CD. You wrote the word, it popped up. You wrote the key word of the idiom you were looking for, and there it was, highlighted in a split second. It sounds normal, today, but it must have seemed like magic, at first. This relatively recent development truly boosted translators’ productivity, while reducing anxiety, depression and frustration – not a mean feat. And that was just the beginning. When the Internet became affordable for the average translator working from home, it opened up spaces where one could research huge directories, at speeds never imagined before. Yahoo!’s directories where huge and searchable. Could it get any better than that? Of course it could. Enter Google. Fast-forward to thirteen years later, and Google is the main tool I use in my work as a translator.

If most translators would probably confirm that they use Google more than any other tool, and if the average person can easily understand why that is, fewer people would guess that Street View is a precious tool in our trade.

Google Street View is nothing short of awesome. Many people use it to show their friends where they have been on holiday, or the street where they grew up. Others like to get a feel of an area before booking a hotel or venturing out to a late-night concert. Those with a lot of spare time simply get virtually lost through the streets of an unknown foreign city. It’s a precious tool for everyday life and a bonanza for the chronically curious.

As I said, not many people would assume that Street View is an amazing tool for literary translators. When I encounter a reference to some place in a text, I immediately Google it, check out if it exists, check the Wikipedia entry for it, find a few pictures, maybe a tourism website. Tourist websites and photo galleries, though, are pretty much limited to the main attractions – not to mention that you’ll find countless pictures of Paris, but a small town in rural Texas, well… that’s another story. With this kind of tool, the translator can easily get a very precise idea of the most obscure place where a story is set.

Stewart Beach Park, Galveston, TXWhile translating Galveston, the amazing debut by Nic Pizzolatto, I truly got lost through the dingy streets of that Texan island, I “walked” along the seaside to see what the characters where seeing. Ok, the businesses and addresses he wrote about were not really there (although countless others, of the same kind, were) but I got the feeling, the atmosphere of Galveston island. Needless to say, one can of course translate without having the vaguest idea of what a place looks like, and writers used to set their stories in exotic places without having been there, and without having seen a single picture of them. And that’s probably one of the greatest skill an author needs, the ability to imagine how a place looks, smells, sounds, feels like.

Still, being able to get at least a visual impression can make all the difference when we have to establish which one of two quasi-synonyms we need to use, and allows us to visualise the events a lot better, which certainly helps to dissipate any doubts about the setting, and therefore to produce and accurate and meaningful translation.

O Toole's Pub, Chicago, ILIn his brilliant novel Everything Matters! Ron Currie, Jr. mentions heaps of bars, restaurants and shops. Much to my surprise, that time I discovered that they all exist in the real world. Whether you are a translator or just a reader, being able to stand in front of the Chicago pub where your main character is getting drunk with his drug-addled amputee friend certainly adds to the experience, and – quite simply – an enhanced reading experience will result in a better performance by the translator.

Anyone else out there using Street View to check out the locations of the story they are translating?

P.S. interestingly, I have found Google Street View much more useful in my job than the surprising but still dreadful Google Translate.

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You are uselessLa settimana scorsa l’Observer ha pubblicato un interessantissimo articolo di Maureen Freely, che ha tradotto le opere di Orhan Pamuk in inglese con notevole successo. Ne raccomando la lettura a chiunque sia interessato al rapporto fra autore e traduttore, ma è un articolo talmente vasto che tutti ci troveranno qualcosa. In particolare mi hanno colpito un paio di ottimi argomenti proposti da Maureen Freely. Innanzitutto quando ricorda ai lettori quanto sia importante la traduzione letteraria, e, di conseguenza, quanto siano importanti i traduttori letterari. Cito e traduco al volo:

Un romanziere colombiano emergente potrebbe essere influenzato non soltanto da Borges, Conrad e Faulkner, ma anche da autori contemporanei provenienti da Asia, Africa ed Europa; la sua risposta letteraria ai loro lavori finirà a sua volta con l’influenzare  le prossime opere dei suoi contemporanei dall’altra parte del mondo. Queste complesse trame di fertilizzazione incrociata si esaurirebbero da un giorno all’altro se non fosse per i traduttori letterari e per gli editori che li sostengono.

Non potrei essere più d’accordo. Questo concetto di fertilizzazione incrociata (nel mio primo post parlavo di impollinazione incrociata) è sempre stato uno dei miei cavalli di battaglia. Il fatto che nei paesi di lingua inglese le traduzioni costituiscano meno del 3% della letteratura pubblicata, ad esempio, è alquanto preoccupante. E non dal punto di vista di un trito concetto di “imperialismo culturale”, a semplicemente perché pubblicare, e quindi leggere, così poca letteratura straniera tradotta fa male alle letterature nazionali dei vari paesi anglosassoni. Goethe riteneva che senza influenze esterne la letteratura di un paese entra rapidamente in una fase di stagnazione. Inoltre, in quei paesi dove le traduzioni costituiscono anche un terzo di quel che si legge,

non è insolito che romanzieri e poeti siano o siano stati anche traduttori. Sebbene la maggior parte di questi affermerà di averlo fatto per potersi permettere di scrivere, spesso risulta evidente, leggendo le loro opere, che queste sono state arricchite dalle conversazioni immaginarie avute con i poeti e romanzieri dei quali hanno tradotto le parole.

Cambiando argomento, l’articolo della Freely mostra anche che la traduzione automatica è assolutamente inutile per quanto concerne un testo letterario. Qualche mese fa ho fatto un confronto tra i più popolari traduttori automatici gratuiti, nel tentativo di mostrare a chi se ne serve quanto sia facile incappare in gravi incidenti linguistici. Mi ha sorpreso vedermi linkato dal Barbaro in persona, Luigi Muzii il quale mi ha dato dello sprovveduto (sebbene sostenga anche che Edith Grossman, Sylvia Notini e Lawrence Venuti danneggino la nostra professione, quindi diversi grani di sale sembrerebbero giustificati) per poi inveire contro quegli sciocchi dei traduttori letterari  e il loro bisogno di sentirsi insostituibili. Non mi sono preso la briga di replicare, il mio post dimostrava quel che voleva dimostrare, e non voleva assolutamente essere un’approfondita e seriosa analisi tecnica del lavoro che sta dietro questi traduttori automatici, in materia del quale, ovviamente, non sono per nulla ferrato. Mi sono limitato ad analizzare i risultati. E Maureen Freely nel suo articolo ci fornisce un esempio ancora più lampante del fatto che per il momento i traduttori letterari non hanno nessun bisogno di sentirsi insostituibili, giacché apparentemente lo sono ancora: ecco la prima frase di Istanbul: i ricordi e la città, tradotta da Google Translate:

A place in the streets of Istanbul, similar to ours in a different house, with everything I like, twin, or even exactly the same, starting from childhood lived another Orhan a corner of my mind I believed for many years.

Laddove Maureen Freely traduce:

From a very young age, I suspected there was more to my world than I could see: somewhere in the streets of Istanbul, in a house resembling ours, there lived another Orhan so much like me that he could pass for my twin, even my double.

Non è proprio la stessa cosa, o sbaglio? Ancora più incredibile è la traduzione googlese della prima frase de Il libro nero:

Bed-of top-from tip-to as-far-as stretched-out blue checked quilt-of rugged terrain-its, shadowy valleys-its and blue soft hills-its-with covered sweet and warm darkness-in Rüya face-down stretched-out sleeping-was.

Hmm. Vediamo che dice la Freely:

Rüya was lying face down on the bed, lost to the sweet, warm darkness beneath the billowing folds of the blue-checked quilt.

Non credo sia necessario aggiungere troppo. Ciononostante, è un mondo libero. E (soprattutto vista la sua esperienza e competenza) Muzii può liberamente dare dello sprovveduto al sottoscritto e a tutti coloro che divulgano e difendono il ruolo vitale della traduzione letteraria, o sottolineano l’impossibilità che un essere umano possa essere sostituito da una macchina per tradurre letteratura. Per quanto concerne il resto di noi, continueremo a contrabbandare parole, idee, metafore, visioni. La cura migliore contro la barbarie linguistica.

Immagine: You are Useless, di 2493/Gavin Bobo (Flickr).

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You are uselessLast week the Observer published a very interesting article by Maureen Freely, who successfully translated Orhan Pamuk’s works into English. I recommend the article to everyone interested in discovering the relationship between author and translator, but it is so good that there will be something for everyone. I was particularly taken by two very good points Maureen Freely makes. Firstly, she reminds the readers about the importance of literary translation and, therefore, literary translators:

An up-and-coming Colombian novelist might be inspired not just by Borges, Conrad and Faulkner, but by contemporary novelists from Asia, Africa and Europe; his literary response to their work will go on to influence what his contemporaries on the other side of the world write next. These complex patterns of cross-fertilisation would end overnight if it were not for literary translators and the publishers who support them.

I couldn’t agree more. This notion of cross-fertilisation (I used the verb cross-pollination in one of my first posts) has always been one of my main arguments whenever translation comes up as a topic of discussion. That translations only make up less than 3% of published titles in the English-speaking world should be a cause for concern. And I am not referring to the trite rants about “cultural imperialism”, but simply to the fact that publishing and reading such a limited amount of translated literature is bad for the national literatures of English-speaking countries. Goethe believed that without outside influences national literatures rapidly stagnate. Moreover, in countries where translations constitute as much as a third of what is published, it is common for

novelists and poets to work at some point in their lives as translators. Though most will say that they did so mainly to subsidise their own writing, it is often clear, when you look at that writing, that it has been enriched by the imaginary conversations they’ve had with the poets and novelists whose words they have translated.

On a completely different note, Freely’s article also shows how machine translation is perfectly useless for literary texts. A few months ago, I compared the most used free automatic translators, in an effort to show their users how easily things can go wrong. I was quite surprised to find myself linked by Luigi Muzii who called me naïve (although he also states that Edith Grossman, Sylvia Notini and Lawrence Venuti are damaging to the profession, so, yeah, I guess a couple of pinches of salt are in order) and went on to rant about the silly literary translators’ need to feel “irreplaceable”. I never even responded to that, as my original post was pretty much enough to prove my point, and it wasn’t meant to be an in-depth technical analysis of machine translation or the work that makes it even possible, as I am anything but an expert in the field. I just analysed the results. Maureen Freely, though, gives us an even better example of how literary translator do not need to feel irreplaceable, because, apparently, they are. Here is the first sentence of Istanbul: Memories of a City as rendered by Google Translate:

A place in the streets of Istanbul, similar to ours in a different house, with everything I like, twin, or even exactly the same, starting from childhood lived another Orhan a corner of my mind I believed for many years.

Translated by Maureen Freely as:

From a very young age, I suspected there was more to my world than I could see: somewhere in the streets of Istanbul, in a house resembling ours, there lived another Orhan so much like me that he could pass for my twin, even my double.

Not the quite the same, feel, there, or am I wrong? Even more mind-blowing is Google’s translation of the first sentence of  The Black Book:

Bed-of top-from tip-to as-far-as stretched-out blue checked quilt-of rugged terrain-its, shadowy valleys-its and blue soft hills-its-with covered sweet and warm darkness-in Rüya face-down stretched-out sleeping-was.

Hmm. Let’s see what Freely did:

Rüya was lying face down on the bed, lost to the sweet, warm darkness beneath the billowing folds of the blue-checked quilt.

I don’t think I need to add much more. Nonetheless, it’s a free world, and Luigi Muzii (especially considering his experience and competence) can freely call me or anyone else “naïve” for defending the vital role of literary translation and the impossibility for a machine to replace a human being when translating literature. As for the rest of us, let’s keep smuggling words, ideas, metaphors and visions. It’s the best cure against linguistic barbarism.

Image: You are Useless, by 2493/Gavin Bobo (Flickr).

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Un sacco di gente insiste a dirmi che i traduttori automatici online “comunque un’idea te la danno”. Un po’ di tempo fa ho trovato una frase che è assai adatta a mettere alla prova i suddetti gingilli. Va detto che si tratta di una frase molto semplice, con un puro intento comunicativo, ma che contiene quattro termini – fan, club, match e cup -che possono essere parecchio ambigui. Per chi non mastica l’inglese, spieghiamo il perché: fan può significare fan, tifoso, ma anche ventilatore. Club non è il solo club, ma anche la clava, o la mazza. Match può voler dire partita ma anche fiammifero, e cup può voler dire coppa ma anche tazza. La frase di partenza è:

“the Italian fan club was ready for the last match of the World Cup”

L’esperimento è semplice, il solito. Tradurre la frase dall’inglese all’italiano e poi ritradurre verso l’inglese. Ho preso in considerazione Babel Fish, WorldLingo, Reverso, Bing Translator, Systran e Google Translate, con risultati sorprendenti:

Yahoo! Babel Fish gode – incomprensibilmente – di una certa reputazione, ma di certo questa è più frutto della sua anzianità che non dei risultati raggiunti:

EN > IT

il randello di ventilatore italiano era pronto per l’ultimo fiammifero della tazza di mondo”

IT > EN

___ randello of Italian fan the ready era for l’ last match of the world cup”

Già alla prima traduzione Babelfish sbaglia tutte e quattro le parole ambigue e manca una preposizione articolata, così che, pur rispettando la struttura della frase, questa risulta incomprensibile. Ritraducendo verso l’inglese, perde per strada due articoli, ne lascia uno in italiano, scambia un verbo per un nome e non traduce il sostantivo randello. L’inglese non solo è incomprensibile, non è nemmeno inglese. Voto: 1/10

Su WorldLingo la storia è simile:

EN > IT
“il randello di ventilatore italiano era aspetta per l’ultimo fiammifero della tazza del mondo”

IT > EN

the randello of Italian fan it was waits for for the last match of the cup of the world

Tutte e quattro le parole ambigue vengono fraintese dal traduttore automatico, che inspiegabilmente non riesce neanche a tradurre ready con pronto, proponendo invece un inatteso aspetta. Ritraducendo verso l’inglese, poi, ancora una volta randello non viene tradotto, e sebbene era venga riconosciuto come verbo, gli viene aggiunto it davanti, segno che il traduttore automatico non si rende conto che è il sostantivo precedente a fungere da soggetto. Inoltre, quell’aspetta spuntato dal nulla diventa (abbastanza logicamente, stavolta) waits for, seguito da un ulteriore for che traduce per. Direi che, come per Babel Fish, fare di peggio era davvero difficile. Voto: 1/10

Proviamo con Reverso:

EN > IT

il bastone di ventilatore italiano era pronto per l’ultimo fiammifero della Coppa del Mondo”

IT > EN

the baton of Italian fan was ready for the last match of the World Cup”

Qui facciamo un passo avanti. Finalmente la World Cup viene riconosciuta come Coppa del Mondo, tuttavia si parla ancora di ultimo fiammifero. Tre parole ambigue su quattro sono tradotte erroneamente. Club stavolta diventa bastone anziché randello, ma nulla cambia. Era pronto viene tradotto correttamente. Tuttavia la frase è ancora incomprensibile. Passando alla prova del fuoco della ritraduzione verso l’inglese, poi, ci ritroviamo con una prima metà frase decisamente assurda, dove bastone diventa baton (fondamentalmente manganello) e l’ordine delle parole non ha molto senso. Voto: 4.5/10

Da notare come questi primi tre traduttori automatici abbiano usato randello e bastone per tradurre club, che in realtà equivale nella maggior parte dei casi a clava o mazza (es. golf club, mazza da golf). Passiamo a Bing Translator di casa Microsoft:

EN > IT

il fan club italiano era pronto per l’ultima partita di Coppa del mondo”

IT > EN

the fan club Italian was ready for the latest batch of ___ World Cup”

Diavolo! La traduzione dall’inglese all’italiano ci sta tutta, a parte una maiuscola. Vuoi vedere che Bill Gates è sempre lui? Tornando verso l’inglese, però, le cose non vanno poi così bene. C’è un problema con l’ordine delle parole (fan club Italian invece di Italian fan club). Le quattro parole ambigue tornano comunque com’erano, ma inaspettatamente spunta quello sciagurato latest batch, un’ultima partita in senso commerciale, a scombinare tutto. Poi si perde per strada un articolo, a fare i pignoli. La frase inglese con cui ci si ritrova alla fine, comunque, è stravolta, ed è parecchio difficile che qualcuno ne desuma il significato originale senza sapere del nostro esperimento. Va detto, però, che rispetto ai concorrenti visti fin qui, perlomeno, c’è una parvenza di logica nella traduzione. Voto: 5/10.

Passiamo al traduttore automatico presente sul sito di Systran, il primo software di traduzione mai messo a punto, e il più grande fornitore di software per la traduzione:

EN > IT

il fan club italiano era pronto per l’ultima partita della coppa del Mondo”

IT > EN

the fan Italian club ready era for the last game of the World Cup”

Anche qui, quattro parole su quattro vengono tradotte correttamente. Al di là di una maiuscola, dall’inglese all’italiano, ci siamo. Ritraduciamo, e una smorfia di delusione (o sollievo?) ci storpia il volto, perché inspiegabilmente era viene di nuovo confuso con il sostantivo, un errore determinante ai fini della comprensione, e poi c’è un problema di ordine (the fan Italian club). Peccato per quell’era inteso come periodo di tempo che scombina tutto il significato della frase inglese finale. Voto: 5/10

E infine, vediamo come se la cava Google Translate.

EN > IT

Il fan club italiano era pronto per l’ultima partita della Coppa del Mondo”

IT > EN

___ Italian fan club was ready for the final match of ___ World Cup”

Porca la miseria, se Google non fa sempre le cose per bene. La traduzione dall’inglese all’italiano è perfetta. Ritraducendo verso l’inglese assistiamo addirittura ad una sorta di correzione lessicale, laddove il traduttore usa final invece di last, che risulta più appropriato al contesto. Tuttavia, inspiegabilmente, Google Translate cade sull’articolo il e sulla preposizione articolata della, ignorandoli del tutto, e partorendo una frase perfettamente comprensibile ma pur sempre un po’ maccheronica. In ogni caso, risulta chiaro che il traduttore in questione è di certo l’enfant prodige di turno (ma parliamo di Google, c’è da stupirsi?), la vera rivelazione della nostra competizione. Voto: 8.5/10

In conclusione, se volete intuire al volo il senso generale di una frase, Google Translate (e solo lui) sembra garantire un minimo di affidabilità. Tuttavia, tengo a sottolineare che non appena usciamo dai semplici enunciati informativi come quello appena visto, neanche Google vi può aiutare. Molto presto vi proporrò un caso recente che porta alla luce le magagne di casa Google non appena ci si trova a dover considerare frasi più complesse o con un minimo di contesto culturale. Nel frattempo, se vi serve una traduzione, vi consiglio caldamente di affidarvi a un professionista in carne e ossa.

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A lot of people keep telling me that online machine translators “give you an idea anyway”.  A while ago, I found a sentence that is quite useful to test these widgets. It is worth noting that it’s a very simple sentence, with a purely communicative function, but it contains four terms – fan, club, match and cup – all of which have two very different meaning and can be quite ambiguous for a machine to translate. Let me clarify why, for the non-bilingual. The Italian word for fan as in the device that produces air current is ventilatore, while a supporter is tifoso or fan; club as in what Fred Flintstone carried around is clava or mazza while a group of people with a common interest is called a club in Italian too. Match as in what you use to light your cigarette is fiammifero or cerino but it’s partita if you mean a game, and cup is translated as tazza if it’s what your drink your tea in, but as coppa if you mean a trophy. So, the sentence is

“the Italian fan club was ready for the last match of the World Cup”

The experiment is a simple one. Translating the sentence from English to Italian, then back to English. I used it to test Babel Fish, WorldLingo, Reverso, Bing Translator, Systran and Google Translate, with surprising outcomes.

Yahoo! Babel Fish has – incomprehensibly – quite a reputation, but that might be due more to its old age than to the results it achieves:

EN > IT

il randello di ventilatore italiano era pronto per l’ultimo fiammifero della tazza di mondo”

IT > EN

___ randello of Italian fan the ready era for l’ last match of the world cup”

Right away, translating into Italian, Babel Fish fails on all our ambiguous words, and misses a preposizione articolata (that’s when the prepositions merge with the articles), so that, despite maintaining the sentence’s structure, the result is incomprehensible. Going back to English, it loses two articles, leaves one in Italian, mistakes a verb for a noun and doesn’t translate the noun randello. The resulting English sentence is not just incomprehensible, it’s not English at all. My rating: 1/10

WorldLingo suffers from similar problems:

EN > IT

“il randello di ventilatore italiano era aspetta per l’ultimo fiammifero della tazza del mondo”

IT > EN

the randello of Italian fan it was waits for for the last match of the cup of the world

All four ambiguous words are misunderstood by the software, that – inexplicably – can’t even translate ready with pronto, coming up with a surprising aspetta. Going back towards English, once again randello is not translated, and while era is recognised as a verb, the translator adds it in front of it, indicating that it doesn’t realise that the preceding noun is the subject of that verb. Moreover, that aspetta which popped out of the blue becomes – quite logically – waits for, followed by another for which translates per. As was the case for Babel Fish, it was really hard to do worse than this. My rating: 1/10

Let’s try Reverso:

EN > IT

il bastone di ventilatore italiano era pronto per l’ultimo fiammifero della Coppa del Mondo”

IT > EN

the baton of Italian fan was ready for the last match of the World Cup”

A little step forwards. Finally World Cup is recognised as Coppa del Mondo, but nonetheless we’re still talking about an ultimo fiammifero. Three out of fours ambiguous words are not translated correctly. Club here becomes bastone (stick) instead of randello, but nothing changes. Era pronto is correctly translated into was ready. Nonetheless, the sentence we get is still not understandable. Going back to English, the first half of the sentence is definitely absurd, bastone becomes baton and the word order doesn’t make much sense. My rating: 4.5/10

Note how these first three softwares used randello and bastone to translate club, which actually corresponds in most cases to clava (which is also a cognate), or mazza (e.g. golf club = mazza da golf).

Let’s move to Microsoft‘s Bing Translator :

EN > IT

il fan club italiano era pronto per l’ultima partita di Coppa del mondo”

IT > EN

the fan club Italian was ready for the latest batch of ___ World Cup”

Hell! The English to Italian translation is impeccable, except for a capital. Maybe Bill Gates will prove himself once more?  Unfortunately, going back to English things unravel. There is a problem with the word order (fan club Italian instead of Italian fan club). Those four ambiguous words go back to what they were, but – unexpectedly – that unfortunate latest batch comes up, an ultima partita in a commercial sense, and that really kills the sentence. Then, to be painfully strict, an article is lost in translation. It would be hard to get the original meaning out of the final sentence, if you weren’t reading this article. To be fair, though, compared to the competitors above, we start seeing some logic in the translation process. My rating: 5/10.

Now, let’s move to the free translator on Systran‘s website, the first translation software ever and the leading supplier of translation software.

EN > IT

il fan club italiano era pronto per l’ultima partita della coppa del Mondo”

IT > EN

the fan Italian club ready era for the last game of the World Cup”

Once again, four out of four ambiguous words are translated correctly. Except for a capital, the English to Italian translation is fine. Revert to English, and we grimace in disappointment (or is it relief?)  because, inexplicably, a verb is once again mistaken for a noun. A fundamental mistake that affects the comprehension. Then, there is a word order problem (the fan Italian club). Shame about that era translated as a noun, which really kills the final English sentence. My rating: 5/10

Finally, let’s see how Google Translate performs.

EN > IT

Il fan club italiano era pronto per l’ultima partita della Coppa del Mondo”

IT > EN

___ Italian fan club was ready for the final match of ___ World Cup”

Bloody hell, doesn’t Google always do things properly? The translation from English to Italian is perfect. Going back to English, we even see a lexical correction, where the machine uses  final instead of last – very appropriately, given the context. Strangely, though, Google Translate fails with the article il and the preposizione articolata della, ignoring them completely, and producing a sentence which is perfectly understandable but still sounds funny. In any case, it is pretty clear that this new widget comes off as the prodigy here – but we’re talking about Google, should we really act surprised? My rating: 8.5/10

To sum up, if you need to grasp the general meaning of a sentence, Google Translate (and Google Translate only) seems to guarantee a minimum of reliability. Nevertheless, let’s make clear that as soon as we move from simple informative sentences to more complex ones, even Google Translate is not to be trusted. I will soon analyse a recent case to demonstrate this. In the meantime, if it is a translation that you need, I warmly advise you to contact a flesh-and-blood professional translator.

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